Quanto ancora potremo sopportare tale ambiguità

Leone XIV in Vaticano lunedì 27 aprile 2026. Lo scandalo è, in effetti, più che giustificato: un Papa che riceve con tutti gli onori il leader religioso di una setta eretica dà, per ciò stesso, scandalo, perché può indurre i più semplici fra i fedeli a pensare che non vi sia nulla di male nella confessione anglicana, visto l’affetto e la stima che il Papa manifesta al suo leader. Come minimo un incontro così favorisce l’indifferentismo in materia religiosa e oscura il dogma della Chiesa cattolica come unica arca di salvezza. Bisogna però ricordare che il gesto compiuto da papa Leone non è certo una novità; infatti è a partire dal Concilio Vaticano II e dallo scandaloso documento Unitatis Redintegratio, dedicato all’ecumenismo, ovvero al dialogo con le altre confessioni cristiane, che i Papi e le autorità vaticane si sono più volte incontrati con le più diverse autorità protestanti. Clamoroso fu, a tal proposito, l’incontro tenutosi a Roma, nella cappella Sistina, il 23 marzo 1966 fra Paolo VI e Ramsey, “primate” della cosiddetta chiesa anglicana. In quell’occasione il Pontefice si spinse fino a donare, in segno di amicizia, al suo interlocutore (che, fra l’altro, pare fosse membro della massoneria) l’anello piscatorio e a chiedergli di benedire i vescovi presenti.
Da lì in avanti il mondo cattolico è stato posto di fronte a una lunga serie di “orrori” ecumenici di ogni tipo, soprattutto sotto il lungo pontificato di Giovanni Paolo II: visite a templi luterani, a sinagoghe e a moschee si sono sprecate, per non parlare di incontri multireligiosi come il primo, clamoroso, di Assisi nel 1986. E non nominiamo qui le amichevoli relazioni con esponenti della massoneria occidentale o ebraica.
Lo stesso papa attualmente regnante, inoltre, aveva ricevuto re Carlo d’Inghilterra il 25 ottobre 2025 condividendo, in un incontro privato, dei valori in comune, come, ad esempio, la salvaguardia del creato (sic!). Leone XIV e il re inglese (che storicamente rappresenta il vertice della massoneria a livello mondiale) hanno tenuto una funzione liturgica in comune nella Cappella Sistina, con la presenza anche di un “alto prelato” anglicano.
Stante quanto sopra, il recente gesto di Leone XIV non è né nuovo, né originale, anche se ha dei tratti molto inquietanti, in particolare dipendenti dal fatto che ha reso i massimi onori possibili a una donna-“vescovo” (accompagnata, fra l’altro, da almeno una donna-pastore) che scimmiottava nell’abito talare violetto, nella stola, nella croce pettorale, nel pastorale i paramenti di un vescovo cattolico. In un momento storico di crisi gravissima della Chiesa, dove interi episcopati, di fatto scismatici, come quello tedesco, e un’ampia parte dei teologi, reclamano l’apertura alle donne-diacono e alle donne-sacerdote (come primo passo per poi avere, ovviamente, le donne-vescovo) sembra un gesto di incredibile imprudenza accogliere con tanta pompa e solennità appunto una finta donna-vescovo eretica.
La signora Mullaly poteva essere ricevuta, al limite, in forma privata e non solenne, ufficiosa e non ufficiale, senza fotografie e riprese televisive e senza alcuna dichiarazione finale.
Invece papa Leone ha scelto le forme più solenni e la massima pubblicità possibile, non risparmiando grandi sorrisi di apprezzamento per la sua ospite e mostrando una singolare affabilità. Inoltre la signora inglese ha goffamente benedetto prelati e vescovi cattolici, umilmente disposti a ricevere il suo gesto, come se fossero scolaretti. La domanda però è: che senso ha che un vescovo dell’unica vera Chiesa di Cristo (sempre ripreso dalle televisioni, naturalmente) si lasci benedire da una semplice donna eretica?
Dunque, piaccia o no, Leone ha, come minimo, dato scandalo ai fedeli e al clero cattolici, perché non può non averli indotti a pensare che, in fondo, se il Papa accoglie in questo modo la massima autorità di una setta eretica e per lo più travestita da “vescovo”, non c’è nulla di male o di drammatico né nell’avere convincimenti eretici, né nell’idea di aprire, pure nella Chiesa Cattolica, il sacerdozio e l’episcopato anche alle donne. Qui parlano i fatti, parlano le immagini diffuse e rilanciate a livello mondiale, parlano i sorrisi del Papa molto più delle sue parole. Come il Pontefice abbia potuto avere questo atteggiamento sapendo che davanti a lui non c’era né un vero sacerdote, né un vero vescovo, né il vero capo di una chiesa (gli eretici non possono a nessun titolo rivendicare il titolo di “chiesa”) rimane un mistero.
Articolo tratto dalla rete per conoscenza
Nb: Non pubblico la lettera di questo individuo andate a leggerla altrove, non voglio sporcare il mio spazio interiore ed esteriore.